Ferrara è la città più giovane tra i capoluoghi emiliani, fondata nel VI secolo.

Situata nella bassa pianura emiliana, Ferrara sorge sulle sponde del Po di volano, che separa la città medioevale dal primitivo borgo di San Giorgio e delimita il confine con i nuovi insediamenti contemporanei a sud delle mura.

Ferrara gode di un periodo aureo quando nel Basso Medioevo e nel Rinascimento, sotto il governo della famiglia degli Este, viene trasformata in un centro artistico di grande importanza non solo italiano, ma anche europeo, arrivando ad ospitare personalità come Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, Niccolò Copernico e Pracelso, Tiziano, Giovanni Pico della Mirandola e Pietro Bembo.

Durante il Rinascimento a Ferrara si realizza una delle più importanti progettazioni urbanistiche della storia europea moderna, l'Addizione Erculea, il primo esempio di pianificazione ragionata degli spazi urbani, commissionata nel 1484 dal duca Ercole I D'Este (da cui prende il nome) all'architetto Biagio Rossetti.

La nuova parte della città viene chiamata Arianuova, sia per la sua collocazione esterna al vecchio asse del castello medievale, sia perché connotata fino alla fine del XIX secolo da ampie aree verdi prive di edifici, dette "orti e giardini", interne alle nuove possenti mura rossettiane. Grazie a quest'opera architettonica Ferrara viene considerata dagli studiosi la prima città moderna d'Europa.

L'UNESCO le conferisce il titolo di patrimonio mondiale dell'umanità per la prima volta nel 1995 come città del Rinascimento e successivamente, nel 1999, riceve un ulteriore riconoscimento per il delta del Po e per le delizie estensi. Ferrara inoltre è una dei 4 capoluoghi di provincia (assieme a Bergamo, Lucca e Grosseto), il cui centro storico è rimasto quasi completamente circondato dalle mura che, a loro volta, hanno mantenuto pressoché intatto il loro aspetto originario nel corso dei secoli. Ferrara, con Pisa e Ravenna, è anche una delle prime città del silenzio citata nelle Laudi di Gabriele D'Annunzio.

Ferrara è antica sede universitaria (Università degli Studi di Ferrara) e sede arcivescovile (arcidiocesi di Ferrara-Comacchio). Ospita importanti centri culturali: la Pinacoteca Nazionale di palazzo dei Diamanti, il museo Archeologico Nazionale, il museo del Risorgimento e della Resistenza, il museo d'arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis, il museo della Cattedrale, il museo Giovanni Boldini, il museo dell'ebraismo italiano e della Shoah e numerosi altri musei, Palazzo dei Diamanti.


LA CUCINA FERRARESE E I SUOI PRODOTTI

Cappellacci di Zucca ferraresi

Ingredienti
Per la sfoglia: 500 grammi di farina bianca di grano tenero, 4 uova, sale.

Per il ripieno: 1,2 chili di polpa di zucca, 100 grammi di formaggio parmigiano reggiano, 50 grammi di pangrattato, 50 grammi di burro, 2 uova, noce moscata, sale.

Preparazione
Per il ripieno: tagliare la zucca a cubetti, lavarla, asciugarla e metterla in una teglia da forno a 180° per 1 ora. Passate la zucca al passaverdure e mettete il composto in una terrina; quando sarà intiepidito aggiungere le uova, il burro ammorbidito, il parmigiano, un pizzico di noce moscata e di sale, pangrattato q.b. finché il composto risulta abbastanza asciutto. Mescolare e lasciar riposare per qualche ora.
Per la sfoglia: impastare uova, farina e un pizzico di sale.

Quando la pasta risulta liscia e omogenea stendere una sfoglia sottile ma non troppo dalla quale ricavare dei quadrati di 5 centimetri di lato. Mettete un cucchiaino di ripieno al centro dei quadrati e ripiegateli in modo da formare un triangolo; piegate i due angoli laterali verso il centro aiutandovi con un dito della mano, in modo da ottenere la tipica forma del “cappellaccio” o “caplaz” in dialetto ferrarese. Cucinare pochi cappellacci per volta in abbondante acqua salata per 8-9 minuti, raccogliere con il mestolo forato appena vengono a galla. Condire con burro fuso, parmigiano reggiano e salvia oppure con ragù di carne.


Cappelletti ferraresi

Ingredienti:

Per il ripieno(al batù): gr 100 di polpa di suino, gr 100 di petti di pollo, gr 100 di goletta, gr 100 di polpa di vitello, gr 100 di salame da pentola, gr 200 di parmigiano grattato, 1 uovo, noce moscata, sale, olio di oliva.

Per la sfoglia (la sfoja): gr 500 di farina 5 uova.
Preparazione: Rosolare in un tegame con un po' di olio i vari tipi di carne ,tritare la carne ed unire il parmigiano , la noce moscata, l'uovo, sale. Amalgamare il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo e consistente ma morbido. E' consigliabile preparare l'impasto il giorno prima in modo che riposando i sapori si possono amalgamare meglio. Preparare la sfoglia, tirandola allo spessore di circa un paio di mm. Tagliarla a quadretti sui quali porrete un cucchiaino abbondante di ripieno. Unire le punte non contigue dei quadretti di pasta, per ottenere un
triangolo ripieno le cui punte libere si saldano nuovamente. Versare i cappelletti in un buon brodo di carne e portare a ebollizione per 5 10
minuti.


Ricetta del risotto di anguilla

 

500 gr. di riso arborio

1 carota piccola

1 cipolla

Mezza costa di sedano

1 kg di anguille freschissime

1 cucchiaio scarso di concentrato di pomodoro

1 grattugiata di noce moscata

170 gr. di formaggio parmigiano grattugiato

Olio extravergine di oliva q.b

Sale q.b

 

Preparazione: pulire le anguille raccogliendo le frattaglie con il sedano, la carota e mezza cipolla in una pentola, aggiungere l’acqua e preparare un buon brodo.

Con l’altra cipolla triturata preparare il fondo in una pentola con un filo di olio rosolando la polpa dell’anguilla.

Aggiungere 170 ml di acqua e facendo proseguire la cottura per mezz’ora, fino a che l’anguilla sia ben cotta.

Passa tutto in un robot da cucina o con l’aiuto di un passaverdura.

In un tegame a parte procedere alla cottura del riso: tostare i chicchi di riso in poco olio, aggiungere la crema di anguille, la noce moscata e la scorza grattugiata del limone.

Unire il pomodoro concentrato, portare a cottura aggiungendo il brodo di anguilla preparato prima con le frattaglie man mano che viene assorbito. Due minuti prima di spegnere il fuoco cospargere il riso con parmigiano reggiano regolando il sale, servire caldissimo.


Pasticcio di maccheroni ferrarese

 

Ingredienti

per la pasta frolla: 450 gr di farina, 180/200 gr. dr burro, 100 gr. di zucchero, 4 tuorli d'uovo, un cucchiaio raso di scorza di limone grattugiata, una presa di sale.
Per il sugo: 150 gr. di polpa di vitello tritata, 150 gr di polpa di manzo tritata, 150 gr di petto di pollo tritato, 150 gr. di rigaglie di pollo, mezzo bicchiere di vino bianco secco, alcuni cucchiai di marsala, 50 gr di burro, poco olio di oliva, sedano, cipolle e carota tritati, sale.
Per la besciamella: mezzo litro di latte, 1 cucchiaio di farina, una noce di burro, un po' di noce moscata, sale
Per il ripieno: 25 gr. di funghi secchi, 50 gr. di parmigiano grattugiato, 250 gr. di maccheroncini rigati, tartufo.
Preparare la pasta lavorando velocemente gli ingredienti e lasciarla riposare in luogo fresco. Far rosolare intanto le carni, separatamente, in
burro ed olio, salare e sfumare col vino ed il marsala. Lessare i funghi, precedentemente ammollati in poca acqua salata e una noce di burro. Anche le verdure, non indispensabili, vanno soffritte in olio e burro. Preparare poi la besciamella, insaporendola, a fine cottura, con la noce moscata grattugiata. Lessare i maccheroncini al dente, scolarli e condirli con la besciamella tiepida, funghi, il ragù ottenuto unendo tutte le carni, il parmigiano grattugiato e lamelle di tartufo, mescolandom con estrema delicatezza.
Stendere la pasta frolla e disporre un disco sulla teglia imburrata, adagiare il ripieno formando la caratteristica calotta, ricoprire con un’altro disco di pasta, chiudere i bordi e decorai, premendo energicamente con una forchetta. Pennellare la superficie con rosso d'uovo sbattuto. Infornare e a doratura avvenuta, servire ben caldo.


Lasagne al forno alla ferrarese


PER LA PASTA:

400 g di farina bianca

4 uova

150 g di spinaci lessati

sale
PER IL RAGU':

150 g di polpa di manzo macinata

150 g di prosciutto crudo tritato

50 g di burro

80 g di parmigiano reggiano grattugiato

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

½ bicchiere di vino bianco secco

1 tazza di brodo

1 cipolla

1 carota

1 costola di sedano

1 bicchiere di latte

sale e pepe

Preparazione del ragù:

affettate sottilmente la cipolla, la carota, il sedano e poneteli in una casseruola di terracotta con 50 g di burro e con il prosciutto tritato; fate soffriggere, a fuoco moderato, per qualche minuto, poi unite la carne tritata e lasciatela rosolare mescolandola e bagnandola di tanto in tanto con il vino.
Continuate la cottura a fuoco vivo fin quando il composto avrà preso un bel colore dorato scuro. Sciogliete il concentrato di pomodoro con un po' di brodo caldo e versatelo nel recipiente; unite il latte, rimescolate, abbassate la fiamma e lasciate sobbollire lentamente per circa 1 ora, bagnando se necessario con altro brodo.


Preparazione delle pasta:

lessate gli spinaci in poca acqua salata, poi strizzateli e passateli al frullatore. Ponete la farina a fontana sulla spianatoia, salate leggermente, incorporatevi gli spinaci frullati e rompete al centro le uova. Impastate energicamente fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio; dategli la forma di una palla. Mettete questa palla in una terrina e fatela riposare per mezz'ora, coperta da un tovagliolo. Dividete quindi l'impasto a metà e ricavate con una mattarello due dischi di pasta non troppo sottili che taglierete a rettangoli del formato della pirofila.
Ponete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e, quando bolle, immergetevi le lasagne per un minuto, poi toglietele e bagnatele con acqua fredda, quindi scolatele e stendetele su un canovaccio umido posto sul tavolo di cucina, ricopritele con un altro canovaccio. Preparazione delle besciamella: sciogliete il burro in una casseruolina, unite a pioggia la farina, rimescolate bene e prima che prenda colore versate nel recipiente il latte caldo, aggiungendolo poco per volta. Continuante a mescolare il composto con un cucchiaio di legno per una ventina di minuti, quindi unite il sale, pepe e noce moscata. La besciamella dovrà risultare liscia senza grumi, ben cotta e non troppo densa.

 

Cottura della lasagne: imburrate la pirofila, sistemate sul fondo un rettangolo di pasta, cospargetelo con uno strato di ragù, quindi disponete un altro foglio di pasta e ricopritelo con uno strato di besciamella e di parmigiano reggiano grattugiato. Continuante così fino ad esaurimento degli ingredienti. Sull'ultimo foglio di pasta disponete un po' di besciamella, qualche fiocchetto di burro e date una spolverata di parmigiano reggiano grattugiato.
Infilate la pirofila nel forno già caldo e tenetevela per 20 25 minuti, fin tanto che sulla superficie si sarà formata una leggere crostina dorata. Servite le lasagne calde, ma non bollenti.


Coppietta ferrarese

 

La storia racconta che nel 1536, in occasione di una importantissima cena offerta da Messer Giglio al Duca di Ferrara si incomincia a parlare di un pane intorto e ritorto.

Nasce la Coppia quale simbolo di un'intera cultura, in un momento in cui l'umanesimo permetteva di superare le regole della pura sopravvivenza per abbandonarsi al piacere dell'estetica. Un corpo centrale e due crostini arrotolati che terminano a punta, leggera, fragrante: una vera opera d'arte della tavola che vanta innumerevoli tentativi di imitazione. Tentativi senza successo, perché privi delle chiavi del suo segreto: la sapienza di una tradizione secolare, la qualità degli ingredienti e dell'acqua, l'ambiente di lievitazione, la sua umidità e le temperature ideali dei forni e, infine, le mani dei mastri fornai ferraresi, abili e capaci di dare la vita a farina e acqua. Improbabile passeggiare di mattina presto per le strade di Ferrara senza essere investiti da un piacevole profumo, impossibile poter resistere alla tentazione di entrare in un forno ed assaporare la fragranza della coppia.


Salamina con Purè

La salamina da sugo è un insaccato di carni povere del maiale quali capocollo, guanciale, pancetta, lingua e fegato sapientemente dosati in parti dovute, aromi naturali, vino corposo ma giovane. Il tutto, lungamente mescolato insieme da vigorose braccia, ad amalgamarsi per bene fino all’insaccamento nella vescica del maiale, questa accuratamente pulita e lavata in acqua tiepida, aceto e vino. Chiusa legata molto bene in cima, viene poi legata a spicchi.

Dopo la sgocciolatura di una notte, vengono messe a stagionare minimo per 8 mesi, ma se uno vuole assaggiare una vera salamina da sugo deve “penare” almeno sino al decimo-undicesimo mese di stagionatura.

LA COTTURA: per vedere se la Salamina da Sugo non ha anomalie bisogna “piombarla” in un recipiente d’acqua, affinché ci si renda conto che, se il prodotto è sano, questo piomba giù, se il prodotto rimane a galla, ha dei problemi. Questa è una fase molto importante.
Constatato che il prodotto non abbia problemi, bisogna lasciare la Salamina da Sugo a bagno per 8/10 ore, dopo di chè la si spazzola delicatamente dalle impurità sotto l’acqua. Avvolta in un canovaccio la si appende diritta legata a un bastoncino di traverso ad una pentola capiente piena d’acqua e la si lascia bollire delicatamente dalle 4 o 8 ore a seconda della tipicità della salamina. Al giorno d’oggi molti usano il più pratico sacchetto di cottura per alimenti.
Una volta cotta la si posizione su l’apposito piatto rotondo con la propria sede al centro e la si scoperchia in cima.

 

PURE' di patate

1 kg di Patate

50 gr. di Burro

500 ml. di Latte

Sale q.b 

Noce moscata q.b (a piacere)

Parmigiano grattuggiato q.b

 

Preparazione: tagliate il burro a cubetti e fatelo ammorbidire fuori dal frigorifero. Lessate le patate tagliate a pezzi in abbondante acqua salata. Schiacciatele bene con un passapatate e amalgamatele al burro con l’aiuto di una frusta.
Mettete a cuocere a fuoco basso, aggiungete il latte precedentemente scaldato, il parmigiano e mescolate bene con un mestolo di legno. Dopo circa 10 minuti, togliete dal fuoco e insaporite con un pizzico di sale e a piacere, noce moscata o pepe.

 

Stufato di lumache ai funghi, con fegato grasso d’oca e budino di Parmigiano Reggiano

 

360 gr. polpa di lumache già lessata

360 gr. funghi

sedano, carota aglio e scalogno

200 gr. fegato grasso d’oca

60 gr. brodo vegetale

50 gr. burro

200 gr. Parmigiano Reggiano grattugiato

200 gr. latte intero

2 uova

Preparazione: tagliare a julienne grossa i funghi e trifolarli in padella con uno spicchio d’aglio intero e olio extra vergine d’oliva.

In una casseruola tagliare a cubetti il sedano, la carota e lo scalogno ed imbiondirli con un filo d’olio. Unire al fondo ottenuto le lumache, successivamente i funghi, il brodo vegetale, lasciare sobbollire alcuni minuti e infine aggiungere la noce di burro a mantecare.

In una padella di ferro ben calda saltare velocemente il fegato grasso tagliato a cubetti con pochissimo sale.

Per i budini di Parmigiano: intiepidire il latte, unirlo al Parmigiano e frullare il tutto unendo le uova intere, versare il composto in stampini imburrati e cuocere a bagno-maria in forno a 140 ° per 35/40 minuti.

Nel piatto con l’aiuto di una fascetta porzionare lo stufato, sopra i cubetti di fegato grasso e accompagnare con il budino di Parmigiano Reggiano.

 


Anguilla ferrarese

 

1 kg di anguille

300 gr. di cipolle

aglio aceto

2 cucchiai di salsa di pomodoro

Preparazione: pulire e lavare bene le anguille, eliminare e tagliarle a pezzi.
Prendere una pentola e far soffriggere in olio le cipolle e l'aglio ben tritati, aggiungere un pochino di aceto, di salsa e un goccio di acqua, un pochino di pepe e sale, cuocere per 15 minuti, aggiungere i pezzi di anguilla e cuocere per 30 minuti, durante la cottura mescolare delicatamente in modo da non rompere i pezzi.
Servire ben caldo con polenta o fette di pane abbrustolite.

 


Anguilla Marinata

Le anguille marinate sono una preparazione classica Ferrarese, si preparano lavando e tagliando a tocchetti le anguille e successivamente infilzando i pezzi in spiedini di legno avendo cura di alternare l'anguilla a foglie di alloro.

Dopo la cottura alla griglia i pezzi di anguilla andranno sfilati dagli spiedini e posti a completare la cottura in una teglia conditi da una marinata di aceto, salvia, aglio e scorza d'arancia.


Cosci di pollo alla ferrarese

8 cosci di pollo
1 bicchiere di vino rosso
1 rametto di rosmarino
1 rametto di salvia
2 spicchi di aglio
olio extra vergine di oliva
150 gr. di olive nere e verdi
sale, pepe

 

Preparazione: mettere nel mixer il rosmarino , la salvia , l'aglio e due cucchiai di olio, frullare e tritare tutto.
Fare due tagli profondi nelle coscette di pollo , prima fiameggiate , lavate ed asciugate.
Mettere in ogni taglio un pochino di trito.

Mettere il pollo in una casseruola con l'olio, far insaporire bene su ambo i lati , poi aggiungere il vino , sale, pepe e cuocere per circa 40 minuti.

Aggiungere le olive e cuocere per altri 10 minuti.


Pinzini

 

Per 30 pinzini:

500 grammi di farina
250 cl di acqua tiepida
25 grammi di lievito di birra
60 grammi di olio evo
Un cucchiaino raso di sale
Olio di semi di girasole per friggere

 

Preparazione: sciogliere il lievito nell’acqua tiepida, impastare tutti gli ingredienti ottenendo una pasta liscia ed elastica; spianare e ricavare, con l’aiuto di un bicchiere le rondelle, posarle sulla spianatoia, coprirle con una tovaglia a lasciarle lievitare, a temperatura media ci vorra’ un’ora circa.

Bucarle con uno stecchino, scaldare olio abbondante e friggere i dischetti, si gonfieranno prendendo la forma caratteristica.


 Torta di tagliatelle

 

PER LA PASTA:

Farina gr 250
Uova 3
Burro gr.150
Zucchero gr.150
Lievito da 1/2 kg 1 bustina
sale un pizzico

 

 

PER FARCITURA:

Mandorle spellate, tostate, tritate gr. 250
Zucchero in granella gr. 200
Burro gr. 150
Mandorla Amara gr. 250
nidini di tagliatelle all’uovo finissime 6

Margarina
Lievito

 

Preparazione
In una terrina mescoliamo le mandorle tostate e tritate non finemente, unendo poi lo zucchero in granella e lasciando riposare il tutto.
Prepariamo poi la pasta con la farina di tipo 00, le uova, il burro, lo zucchero, il pizzico di sale ed il lievito.
Dopo aver lavorato bene il tutto e, intanto che riposa, possiamo ungere con margarina una teglia da forno da 30×20 cm circa.
Possiamo dunque, stendere poi la pasta nella teglia e sopra stendere la farcia, per finire distribuendo uniformemente le tagliatelle.
A “stesura” completa completate il vostro dolce distribuendo sulla superficie qualche fiocchetto di burro.
Siete quindi pronte ad infornare per 30 minuti a 170°.


Torta Tenerina

 

200 gr cioccolato fondente

180 gr burro

4 uova

3 cucchiai di fecola

140 gr zucchero

vanillina

Preparazione:

Spezzettate il cioccolato e mettetelo in un pentolino insieme al burro, facendolo sciogliere a bagnomaria.

Nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero, tenendo da parte gli albumi.

Aggiungete la fecola e la vanillina e una volta sciolto e raffreddato, il cioccolato e il burro.

Montate a neve gli albumi e aggiungeteli al composto.

Rivestite una teglia di carta da forno, imburratela e versateci il composto.

In forno a 180° per 35 minuti.

Vedrete che si sarà formata una crosticina, se così non è lasciatela in forno ancora qualche minuto.

Lasciatela raffreddare e giratela su un piatto, in modo che la crosticina diventi la base della torta.

Spolverizzate di zucchero a velo.


 

Pampepato o Pampapato ferrarese

 

Ingredienti:

200 gr. di farina

100 gr di mandorle

100 gr di zucchero o meglio di miele

100 gr. di cacao in polvere

100 gr di frutta candita tagliuzzata

2 gr, di cannella,

2 gr. di chiodi di garofano tritati

80 gr. di cioccolato fondente per copertura

 

Preparazione: impastare in acqua tiepida o latte gli ingredienti indicati lavorare a lungo, fino ad ottenere un composto abbastanza sodo.
Formare il pampepato, dandogli la caratteristica forma a calotta. Cuocerlo in forno, con la massima attenzione, perchè se brucia prende un sapore molto amaro.


Ciambella ferrarese o Brazadela

 

75 gr di zucchero

60 gr di burro

1 uovo (aromatizzate con buccia di limone e vanillina e lasciate riposare in frigo per una decina di minuti)

185 gr di farina

½ bustina di lievito per dolci

zucchero in granella

1 tuorlo per spennellare

zucchero semolato

 

Preparazione: lavorate con le fruste l'uovo e il burro, devono solo amalgamare non montare, aggiungete la buccia di limone grattugiata, mescolate sempre con le fruste a mano, poi unite la vanillina e la farina. Lavorate a mano come per una comune pasta frolla, l'impasto risulta morbido e appiccicoso.

Prelevate l'impasto con l'aiuto della farina e sistematelo su carta forno, date la forma di un filoncino oppure tonda, lasciate riposare 10 minuti. Accendete il forno a 180° statico o 170° ventilato.

Trascorso il tempo, se voltete, fate dei tagli obliqui sul filoncino, spennellate con un tuorlo, granella di zucchero e zucchero semolato, infornate per circa 25-30 minuti, controllate il dolce dopo 20 minuti se è cotto all'interno.

Sfornate, lasciate raffreddare, il dolce può essere mangiato così oppure tagliato a metà e farcito con marmellata, io l'ho spalmato con nocciolmiele.


Crema Pasticcera

 

500 ml di latte intero fresco

4 tuorli

40 g di maizena

150 g di zucchero

1 bustina di vanillina

1 pezzo di scorza di limone

 

Preparazione:  scaldate molto bene il latte in un pentolino insieme ad un pezzetto di scorza di limone e a della vaniglia. Nel frattempo, montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporate alla montata di tuorli la maizena setacciata, mescolando per bene affinchè non rimangano grumi. Una volta che il latte sarà ben caldo, rimuovete la scorza di limone e versatene una piccola quantità nel composto di tuorli e zucchero così da renderlo più fluido; mescolate per amalgamare bene. Unite il composto appena ottenuto alla parte di latte ancora nel pentolino, mescolate per rendere il composto omogeneo.

Riaccendete il fuoco basso e cuocete la crema, mescolando continuamente, fino a farla addensare.

Non appena avrà raggiunto il grado di densità desiderato, trasferite la crema in una ciotola coprendola con della pellicola trasparente a diretto contatto con la crema stessa; questo eviterà alla crema di seccarsi in superficie. Lasciate freddare la crema prima di utilizzarla per farcire i vostri dolci.


Zuppa Inglese

 

500 g ciambella ferrarese

Alchermes q.b.

2 cucchiai di cacao amaro in polvere

600 ml di latte

6 tuorli di uovo

6 cucchiai di zucchero

3 cucchiai di farina

1 bustina di vanillina

 

Preparazione: iniziare con la crema pasticcera e una volta pronta dividete la porzione a metà in delle due parti aggiungete i due cucchiaia di cacao amaro e mescolate.

Tagliate a fette la ciambella e sistemate uno strato in una terrina e bagnatela poi con l’Alchermes; la quantità di liquore è soggettiva in base ai vostri gusti. Poi aggiungete uno strato di crema pasticcera, poi ancora uno strato di ciambella e così via alternando i colori della crema.
L’importante è che l’ultimo strato sia di crema perchè dovrà essere spolverato con il cacao amaro.

Coprite la terrina con pellicola o stagnola e posizionate il dolce in frigorifero per almeno 12 ore.

Servitelo fresco.